È apparsa sulla prestigiosa rivista internazionale “International Biodeterioration & Biodegradation” la ricerca condotta dall’azienda “Acqua & Sole” nell’ambito del progetto finanziato dal MISE sulla Forsu: gli autori sono l’ingegner Andrea Giordano, direttore dello stabilimento pavese, in collaborazione col dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura Ambientale all’Università Federico II di Napoli

Comunicato Stampa – Venerdì 25 ottobre 2019

Vellezzo Bellini (PV) – In un contesto nazionale dove gli investimenti in ricerca e sviluppo sono quasi sempre il fanalino di coda delle statistiche, alimentando l’emorragia della “fuga dei cervelli” dall’Italia, c’è una realtà aziendale che va in controtendenza, meritando spazio sulle riviste scientifiche internazionali.

Nelle scorse settimane, infatti, uno studio condotto dall’azienda “Acqua & Sole” di Vellezzo Bellini nell’ambito del progetto finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico MISE sulla Forsu (la componente liquida che si ricava della frazione organica dei rifiuti domestici), è apparso sulla prestigiosa rivista internazionale “International Biodeterioration & Biodegradation”: gli autori della ricerca sono l’ingegner Andrea Giordano, direttore dello stabilimento pavese, in collaborazione esterna con Francesco Di Capua, Giovanni Esposito e Francesco Pirozzi del dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura Ambientale all’Università Federico II di Napoli.

«Ci siamo occupati di una delle problematiche legate all’upgrading del biogas, ovvero la rimozione dei solfuri, responsabili del cattivo odore generato dalla mescolanza delle sostanze organiche», spiega l’ing. Giordano, «più precisamente abbiamo messo a punto la taratura della rimozione dei solfuri per via biologica nel biogas, un processo di desolforazione attraverso il quale si elimina l’idrogeno solforato dal biogas prodotto dall’impianto di Vellezzo Bellini. I risultati del nostro studio sono stati verificati e validati dall’Università Federico II di Napoli e successivamente pubblicati dalla rivista scientifica internazionale».

Per il mondo della ricerca italiana, la pubblicazione di tale studio rappresenta un motivo di orgoglio, soprattutto per i quattro ricercatori coinvolti: come accade nell’ambito delle attività scientifiche, infatti, i ricercatori o i professori pubblicano i migliori risultati dei loro studi su prestigiose riviste scientifiche internazionali pubblicate in inglese. Ne consegue che l’importanza di uno specifico studio derivi dalla tipologia della rivista ospitante, determinando l’autorevolezza stessa della ricerca.

«Avevamo inviato i risultati scientifici del nostro lavoro alla rivista perché, secondo noi, meritevoli di essere pubblicati, rappresentando un evidente progresso scientifico», continua il direttore dell’impianto di “Acqua & Sole”. «E’ chiaro che se l’editore avesse pensato che non lo fosse, il nostro studio non sarebbe stato pubblicato. Inoltre, come di consueto, ogni ricerca prima di essere pubblicata viene sottoposta dall’editore ad altri cinque professori esperti del settore richiedendo una validazione: ciò è avvenuto anche nel nostro caso. Abbiamo fornito a ciascuno di essi tutti i chiarimenti necessari ottenendo l’approvazione unanime: sarebbe bastata l’opposizione soltanto di uno degli esperti per mandare a monte la pubblicazione».

In allegato un’immagine relativa alla notizia in oggetto.

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