Un tema di stretta attualità all’ultimo convegno svolto ai Granai Certosa col presidente di Coldiretti: Gli attacchi congiunti USA-Israele contro l’Iran hanno gettato nel caos la più critica catena di approvvigionamento di concimi che esista al mondo: se ne era già parlato nel 2022 con la guerra in Ucraina, orientando il Paese verso alternative rinnovabili, come l’ammendante organico di Acqua&Sole
Articolo tratto dal giornale “Per Noi” di marzo 2026 www.pudivi.it/2026.03.pdf
Certosa di Pavia (PV) – Nella cornice storica dei Granai Certosa di Torriano, già Convento di Santa Maria delle Cacce e cuore produttivo dei monaci cistercensi della Certosa di Pavia nel Quattrocento, il tema del futuro agricolo italiano ha trovato una sintesi concreta: il Digestato come fertilizzante organico e leva strategica per la transizione ecologica, alla base di un modello virtuoso di produttività sostenibile e di autosufficienza delle risorse, tema oggi più che mai attuale.
FRANCESCO NATTA: «FACCIAMO INSIEME LO STESSO PERCORSO»
L’incontro del 3 novembre scorso dedicato proprio a “L’uso del Digestato in agricoltura” ha messo al centro un concetto chiave: l’economia circolare non è più un orizzonte teorico, ma un processo in atto che passa attraverso le mani degli agricoltori e dalla visione condivisa con le istituzioni. A promuovere l’iniziativa, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, l’azienda Acqua&Sole di Vellezzo Bellini, che da oltre dieci anni è impegnata a sviluppare questo speciale fertilizzante organico nell’impianto pavese, dal quale si ricavano anche biogas ed energia elettrica.
«La bellezza di vedere il nostro territorio rappresentato da chi lo gestisce, ossia noi agricoltori, è fantastico», ha sottolineato Francesco Natta, amministratore delegato di Acqua&Sole, evidenziando come la condivisione dell’obiettivo della sostenibilità tra imprese agricole e amministratori rappresenti un passaggio centrale. «Vedere i sindaci del territorio che ci ascoltano e condividono con noi l’importanza di questo processo di transizione è un aspetto innovativo e gratificante. Si parla sempre di più di economia circolare e noi possiamo implementarla percorrendo tutti insieme lo stesso percorso, e condividendo un obiettivo che rappresenta il futuro».
ETTORE PRANDINI: «NEL 2022 A RAPPORTO DAL PRESIDENTE DRAGHI»
A fare gli onori di casa è stato il Sindaco di Certosa di Pavia, Marcello Infurna, che ha ricordato il valore simbolico del luogo: «Siamo nei Granai della Certosa, e il nostro è un Distretto della sostenibilità, un’aspirazione che nasce da lontano, sotto l’egida dell’ingegner Giuseppe Natta. È un modello esportabile di cui dobbiamo essere orgogliosi, perché significa amministrare pensando alle future generazioni».
A entrare nel merito del tema centrale è stato Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, introdotto da Ivan Chiodini, responsabile delle relazioni istituzionali di Acqua&Sole: «Sono felice di essere qui, in questa realtà che considero tra le più interessanti dal punto di vista agricolo e agronomico», ha esordito Prandini davanti alla platea dei Granai Certosa. «Al centro dell’attenzione c’è il tema del Digestato, che rappresenta un elemento importante anche nel gioco di alleanze che stiamo cercando di costruire. Il discorso del Digestato nasce da una crisi innescata dalla guerra tra Ucraina e Russia, scoppiata nel febbraio del 2022 (crisi che oggi torna con la guerra USA-Iran, vedi riquadro a destra, n.d.r.). In quel periodo, con il governo guidato da Mario Draghi, fui chiamato alla Presidenza del Consiglio. In quell’incontro il presidente Draghi mi parlò di un problema significativo: la difficoltà di ottenere fertilizzanti chimici a un prezzo accessibile. In quella circostanza io parlai del Digestato come possibile alternativa ai fertilizzanti chimici. Perciò il presidente Draghi mi diede la possibilità di presentare un emendamento alla legge di Bilancio. L’emendamento fu approvato e oggi abbiamo l’equiparazione del Digestato ai fertilizzanti chimici. Tuttavia manca ancora il via libera definitivo da parte dell’Europa, ed è tuttora in corso un confronto, a volte complesso, anche col Ministero dell’Ambiente italiano».
IN FUTURO NE AVREMO BISOGNO SEMPRE DI PIÙ
Eppure è opinione comune che il Digestato sarà sempre più indispensabile per l’agricoltura: «Ne avremo sempre più bisogno», sottolinea Prandini. «Allo stesso modo noi produttori avremo sempre più bisogno del mondo dell’università e della ricerca. Dobbiamo ammettere che per troppo tempo abbiamo considerato la formazione solo come un costo economico, ma senza ricerca non si fa crescere l’economia. Ed è attraverso il lavoro del Crea (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura, n.d.r.) che potremo dimostrare la sostenibilità ambientale del Digestato».
Rispetto ai fertilizzanti chimici, la posizione del presidente di Coldiretti è chiara: «Abbiamo sostenuto anche iniziative di carattere governativo per ottenere un prodotto alternativo al concime chimico, perché non lo produciamo e non vogliamo più subirne i costi, che sono diventati esponenziali. Il Digestato invece è disponibile, e crea un meccanismo di autosufficienza, soprattutto per le filiere cerealicole. E da questo processo possono nascere anche altre filiere produttive».
SI È DISCUSSO ANCHE DI DESERTIFICAZIONE, FENOMENO CHE PREOCCUPA
Una strategia che si inserisce persino nella lotta alla desertificazione del suolo agricolo italiano: «È il problema principale, soprattutto dalla Toscana in giù», ha spiegato Prandini. «L’assenza di sostanza organica ci porta a usare fertilizzanti chimici che impoveriscono ulteriormente il terreno, con rese sempre inferiori. Anche in questo caso, il Digestato può porvi rimedio perché restituisce sostanza organica al terreno, soprattutto nelle zone di produzione. Per questo stiamo dialogando con le istituzioni a livello europeo: anche a Bruxelles a volte prevale il burocratese, se non una visione di carattere ideologico. Servirebbero invece meccanismi più pragmatici che permettano ai singoli Stati di mantenere e sviluppare soluzioni utili per i propri sistemi agricoli».
IVAN CHIODINI: «I PROBLEMI LI AFFRONTIAMO CON PROSPETTIVE DI LUNGO TERMINE»
«Ringrazio il presidente Prandini perché ha tracciato in modo chiaro la direzione», ha ribadito in conclusione Ivan Chiodini. «Come sempre il problema lo vediamo e lo affrontiamo con una prospettiva di lungo termine che è un impegno per tutti, per gli amministratori, per gli imprenditori e soprattutto per i nostri agricoltori».
Al convegno sono intervenuti i sindaci di alcuni comuni coinvolti nel Distretto Energetico Sovracomunale, fra cui (oltre a Certosa di Pavia), Vellezzo Bellini, Casarile, Lacchiarella, Marcignago, Rognano e Giussago, nonché il presidente della Provincia di Pavia Giovanni Palli, secondo il quale «il Digestato non è un’opzione, ma una responsabilità condivisa tra imprese e comuni, con Acqua&Sole come esempio virtuoso di economia circolare».
In allegato un’immagine relativa alla notizia in oggetto: Ivan Chiodini – responsabile delle relazioni istituzionali di Acqua&Sole – con il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, al convegno sul Digestato promosso dall’azienda di Vellezzo Bellini, svolto il 3 novembre 2025.
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